Antonio Ballero

09/12/2016

Antonio Ballero nasce a Nuoro il 16 settembre del 1864 dal nobile Pietro e da Giuseppina Sotgiu. Nel 1886 compiuti gli studi classici a Cagliari scrive Don Zua e Vergini bionde. L’editore G. Dessì pubblica per “Biblioteca Sarda” Don Zua e Vergini Bionde nel 1894 . All’epoca Ballero ha già cominciato a dedicarsi alla pittura: si conoscono opere datate 1890 e 1894. Partecipa all’Esposizione Artistica Sarda nel 1896, tenutasi a Sassari, con gli oli Marina di Dorgali e Su Consiliadore. Visita a Torino nel 1902 l’Esposizione Universale e resta impressionato dalle architetture di Raimondo D’Aronco. Nel 1903 espone un piccolo Autoritratto al sole nella mostra promossa dalla Società di Belle Arti di Genova; in visita alla Biennale di Venezia conosce il pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo. Partecipa alla Cinquantunesima Esposizione della Società delle Belle Arti di Genova nel 1904 con i due quadretti di cui parla Pellizza nella sua lettera a Ballero del 15 agosto. Nello stesso anno espone un Ritratto di Francesco Ciusa alla Società Promotrice di Belle Arti a Firenze. Nel 1905 espone ancora a Firenze. Tra il 1905-06 insegna alla Scuola Normale di Nuoro. Tiene quattro importanti conferenze alla Scuola Normale di Nuoro nel 1906. Nel 1907 partecipa con un Paesaggio di Nuoro ad una mostra a Torino. Nel 1908 espone alla Quadriennale di Torino l’Autoritratto al sole. L'anno successivo espone alla Promotrice di Milano (Galleria Cova). Nel 1910 espone alla Mostra Nazionale di Belle Arti commemorativa del pittore Bernardo Celentano a Napoli. Nello stesso anno il dipinto divisionista Pane altrui viene acquistato dal borgomastro di Bruxelles, Carlo Buls, critico e collezionista d’arte. Si trova in Sicilia nel 1912, dove insegna all’Istituto Tecnico Industriale di Messina. Visita Roma, Firenze, Venezia. Nel 1913 viene pubblicata sulla rivista Varietas una serie di suoi disegni. L'anno successivo si reca ancora a Venezia. Inizia l’insegnamento a Sassari, presso l’Istituto Artistico Industriale. Nel 1916 tiene, al Teatro Civico di Sassari, una mostra personale promossa dalla marchesa Vincenza di Suni, a beneficio delle famiglie dei combattenti. Espone a Milano, alla Biennale di Brera, il dipinto ad olio Preghiera per i morti in guerra. Partecipa, a Cagliari, ad una collettiva di artisti sardi. Tiene una mostra personale a Nuoro. Nel 1917 espone alla Quadriennale di Torino. Un suo disegno viene acquistato dalla Società Promotrice di Belle Arti. Tiene una mostra personale nella scuola di San Donato a Sassari. Espone alla Mostra Sarda al Caffè Cova di Milano, con Giuseppe Biasi, Edina Altara, Primo Sinòpico e altri. Nel 1919 inaugura col pittore Antonio Pirari Varriani una mostra a Nuoro per la Fondazione Brigata “Sassari”. Tiene nel 1920 una personale alla Galleria Vinciana di Milano, dove espone 140 opere. Nel 1921 a Cagliari partecipa con una sala individuale alla Mostra d’Arte negli spazi concessi dal Rettore dell’Università, esponendo anche una serie di disegni che meritano una entusiastica recensione di Luigi Bartolini sul Giornale d’Italia. La Cultura Moderna pubblica 13 disegni a corredo di un articolo di Rio di Valverde, “Un interprete dell’anima Sarda”. Nel 1922 un suo disegno viene pubblicato sull’Illustrazione Italiana. Ancora l'anno successivo espone alla Quadriennale di Torino due oli dal titolo Prima della predica e Battesimo a Posada assieme a due disegni: Donna di Bono e Il Conciliatore; quest’ultimo viene acquistato dalla Società Promotrice di Belle Arti. Partecipa nel 1924 con 12 disegni all’Esposizione del Ritratto Femminile Contemporaneo di Monza, ottenendo il Diploma d’Onore. Nel 1925 pubblica una memoria autobiografica dal titolo “Antonio Ballero” nel volumetto Confidenze, curato da Luigi Falqui. Nello stesso anno partecipa, con disegni, alla mostra Regionale Sarda, tenutasi al Palazzo Comunale di Cagliari. Tiene una mostra personale alla Galleria Pesaro di Milano, esponendo circa 130 lavori, tra disegni e monotipi. Il 18 marzo del 1926 muore la madre, Giuseppina Sotgiu. Scrive un polemico articolo, “Uno stile che non esiste”, su Le Arti Plastiche del 10 novembre. Si tratta di un probabile strascico delle polemiche seguite alla decisione della commissione esaminatrice per le decorazioni dell’Aula Magna dell’Università di Sassari di non assegnare il primo premio a nessuno dei partecipanti (Figari e Delitala). Nel 1927 tiene una mostra personale nei saloni dell’Istituto Industriale di Sassari. Il quotidiano L’Impero pubblica, nel numero del 18 ottobre, un suo disegno a illustrazione di una novella di Filippo Addis. Nel 1928 partecipa con una sala individuale alla mostra d’arte tenutasi al Palazzo Comunale di Cagliari in memoria dell’illustratore e grafico Luigi Caldanzano. Allestisce una personale all’Istituto Artistico Industriale di Sassari. Tra il 1928 e il 1929 partecipa all’Esposizione della I Biennale d’Arte Sarda tenutasi a Sassari nel Palazzo dell’Università, inaugurata da Roberto Paribeni, direttore Generale delle Belle Arti. Partecipa alla I Mostra del Sindacato Regionale Fascista di Belle Arti a Sassari nel 1930. Nel 1931 allestisce una mostra individuale a Sassari nell’Istituto di Cultura Fascista. Un’altra mostra, alla quale partecipa sua moglie Ofelia Verzelloni, viene allestita a Nuoro. Intanto le sue condizioni di salute cominciano ad aggravarsi.
Antonio Ballero muore a Sassari il 19 gennaio del 1932. Viene sepolto a Nuoro. In quello stesso anno vengono allestite due retrospettive: a Nuoro, negli ambienti dell’Ospedale San Francesco, e a Cagliari, nella Galleria Palladino.
La Galleria Il Castello di Cagliari nel 1984, a 52 anni dalla scomparsa, gli dedica una grande retrospettiva, esponendo oltre un centinaio di opere.